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Dicono che farà caldo

Curto/Di Cesare/Gallucci/Pietrovita

Testo: Christian Gallucci
Regia: Christian Gallucci
Con: Christian Gallucci, Irene Curto, Federica di Cesare, Valerio Pietrovita

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La compagnia:

La compagnia si forma nell’ottobre 2019 all’interno del Corso di Alta Formazione di Residenza Idra “L’attore Creatore”.

Provenienti e tuttora facenti parte di diverse esperienze di produzione indipendente (compagnie e progetti singoli), l’unione dei membri della compagnia (tutti attori di formazione) in una sorta di supergruppo nasce dal desiderio di mettere a disposizione le competenze trasversali che ognuno ha maturato negli anni (drammaturgia, musica, sound designing, regia, danza) all’interno dei singoli progetti proposti da ognuno dei membri, in maniera collettiva e rispettando i rispettivi ruoli, come in una sorta di continuo tutoraggio interno.

Legati a un teatro dove forte è la componente visiva e sonora, siamo alla ricerca di un linguaggio che, all’interno della drammaturgia possa esprimere in maniera condivisa il più ampiamente possibile temi legati al vissuto personale.

 

Il progetto:

L’ondata di caldo Stacy sta per abbattersi sulla terra.  Mentre la voce di un’annunciatrice televisiva racconta gli ultimi sviluppi e le misure precauzionali messe in atto dal governo per fronteggiare la crisi climatica, una coppia di anziani, marito e moglie, trascorre l’ultimo giorno all’interno di una solitaria routine. Lui sta perdendo la memoria, è malato. Lei fa finta di nulla, riempie i vuoti con storie del passato. Hanno un figlio ma non lo vedono da anni. È successo qualcosa di brutto in questa famiglia. Nonostante la malattia, lui realizza che corrono il rischio di morire in solitudine, che possono contare solo l’uno sull’altra e che non riuscirà mai a ricordare perché da anni non vede più il figlio.

Nel frattempo, la lunga confessione di un personaggio chiamato Il commediante, che parla di sé in terza persona, ci racconta di un mondo in cui ancora ci sono possibilità di sopravvivenza.


Dicono che farà caldo nasce dall’opportunità di parlare della fine delle cose.

Doveva essere la solita assurda lamentazione sul clima; la fede passiva nella sciagura, nel tanto non cambia nulla, tanto sono tutti uguali; il non muovere un dito, il delegare a loro, quelli che, appunto, dicono; doveva essere un atto d’accusa nei confronti di chi dimentica che vivere nella passività e nella mancanza di prospettiva futura, ha un impatto e un peso su chi verrà dopo di noi.

Ma le cose possono cambiare e l’opportunità di trovarsi di fronte a un evento tragico può aiutarci a trovare un senso diverso alle nostre azioni.

Cosa può accaderci di talmente sconvolgente da farci riconsiderare tutto quello che è stata la nostra vita fino a un dato momento? La perdita di un figlio? Una terribile malattia? La fine di una storia d’amore? Non importa. Non saremo mai pronti. Perché niente succede finchè non succede davvero.


​Con Dicono che farà caldo, la prospettiva di una fine collettiva, in particolare di una catastrofe climatica mondiale, si trasforma nell’opportunità di scegliere se lasciare le cose come stanno o se occuparsi seriamente, negli ultimi istanti, delle nostre relazioni, dei nostri sogni e desideri, della nostra umanità.