Finalista

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Caterina che per ott'anni vestì abiti da uomo

Apis - Teatri Reagenti

Testo: Massimo Somaglino

Regia: Miriam Costamagna

Con: Francesca Tripaldi e Giulia Nicolosi

Make up artist: Alessia Candido

 

La compagnia

“…Teatri Reagenti nasce da una formula chimica: prendi un gruppo di attori, registi, autori e tecnici, distillane l’esperienza in campo teatrale, mescola con una forte coscienza civile e metti a contatto con la realtà contemporanea… ”

Proposito fondante della Compagnia è mettere in scena testi inediti caratterizzati da una forte connotazione civile, toccando temi, storie e problemi che richiedano una lente d’ingrandimento, una dimensione di approfondimento sul piano emotivo e intellettuale, e che siano sentiti come urgenze da dirimere. Simili a reagenti (chimici) gli spettacoli devono combinarsi con il pubblico, contaminarlo e farsi contaminare, alla ricerca di linguaggi nuovi, che mescolino alto e basso, anche attraverso percorsi produttivi innovativi.

Nel 2010 Massimo Donati e Alessandra Nocilla scrivono e dirigono il monologo Label questioni di etichetta, con Claudia Facchini. Lo spettacolo, che tratta ironicamente le criticità della Grande Distribuzione Organizzata del cibo, gira l’Italia contando più di 100 repliche. Il testo viene pubblicato per i tipi di Altreconomia.

Nel 2012 la seconda produzione di Teatri Reagenti: Cemento e l’eroica vendetta del letame che approfondisce il tema del consumo di suolo. Testo di Massimo Donati e Alessandra Nocilla, in scena Carlo Ponta, per la regia di Eva Martucci. Il testo viene pubblicato nel luglio 2017 come “testo del mese su Dramma.it. Nel 2017, dopo una residenza estiva al festival Montagne racconta, debutta a Napoli presso la Galleria Toledo Le sorelle Prosciutti. Lo spettacolo, scritto da Francesca Grisenti, Eva Martucci e Massimo Donati si ispira ad una storia vera e racconta la vicenda del prosciuttificio Fassoni, dalla sua nascita nel dopoguerra, fino alla crisi del 2008. Nel 2019 debutterà al festival Tramedautore 2019 OUTIS, L’Alieno di Massimo Donati (menzione speciale al bando NDN), in coproduzione con Residenza Idra.

 

Il progetto

La storia vera di Caterina Vizzani, romana, figlia di un falegname, si svolge nella prima metà del secolo XVIII ed è giunta a noi grazie alla Relazione Anatomica del chirurgo notomista professor Giovanni Bianchi, docente all’Università di Siena, che effettua l’autopsia sul cadavere della sventurata, ricoverata all’ospedale di quella città  e registrata con l’identità maschile di Giovanni Bordoni, deceduto in seguito alle ferite da arma da fuoco riportate in un duello avvenuto in una situazione assai complicata. Solo dopo la morte Giovanni si rivela essere Caterina. Il medico, nel redigere un accurato referto relativo alle cause della morte ed alle condizioni del cadavere, compie anche una approfondita ricerca che si svolge con le modalità dell’indagine poliziesca, sulla breve biografia della giovane, sul come e sul perché si sia travestita da uomo, e da uomo abbia vissuto per ben otto anni, mai riconosciuta da nessuno, mai svelata né tradita in questa sua scelta, né dalla famiglia né da alcuno che la incontrasse o persino dalle molte fanciulle che, in qualità di maschio, ella seduceva e conquistava in varie parti della Toscana e del Lazio.