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Il Carrefour è aperto anche di notte

Compagnia Lumen. Progetti, arti, teatro. – Milano

Ovvero come Tinder sconfisse la paura della morte e altre trascurabili paturnie metropolitane
Testo: Giulia Lombezzi
Regia: Elisabetta Carosio
Con Elisabetta Carosio e Gabriele Genovese

La compagnia:

Compagnia Lumen nasce dall'incontro di Elisabetta Carosio, regista, e Gabriele Genovese, attore. I due si conoscono grazie alla collaborazione delle loro accademie, la Civica Scuola Paolo Grassi e l'Accademia Teatrale Veneta, e, da subito, lavorano in sinergia al monologo U.N.O.per il Festival Asti Teatro 2011.
Successivamente sperimentano il teatro per l'infanzia con Bianco, adattamento shakespeariano che partecipa alle semifinali di Scenario Infanzia 2012 e nel 2013 si ritrovano per ”FIGLI DI CHI”.

“Figli di chi”, nato da “Nordest”, romanzo noir di Carlotto e Videtta approda al Teatro Out Off a Marzo 2015 e nella stagione del Circuito Città Dolci e del teatro dell'Avogaria di Venezia.

Ad Agosto 2014 Lumen porta al Festival della mente di Sarzana “Streghe.Istruzioni per l'uso”,spettacolo per l'infanzia tratto da “Streghe”di Roald Dahal che è anche a Milano nel Novembre 2015 al Teatro Sala Fontana. A Settembre 2014 Lumen è al Piccolo Teatro di Milano con “Dayshift”, testo di nuova drammaturgia irlandese inserito nel Festival Tramedautore. La nuova produzione “Brevi giorni e lunghe notti. 

“Storie di straccioni, di porci e di re” , è vincitrice del premio Direction Under 30 2016 del Teatro Sociale di Gualtieri. 

Lumen realizza nel 2017 un nuovo lavoro per l'infanzia intitolato “Astolfo sulla luna”, spettacolo molto basato su luci ombre e proiezioni con lavagna luminosa pensato per raccontare a i più piccoli una parte delle vicende dell'Orlando Furioso.

Uno degli obbiettivi prioritari di Lumen sia attraverso la parte spettacolare del suo lavoro che di quella laboratoriale è raccontare la propria generazione con uno stile che le appartenga.

Il progetto:

Una città tipo Milano. 

Quattro personaggi veri più uno immaginario. Un supermercato aperto anche di notte. Un’applicazione per trovare l’amore. 

Ogni personaggio è legato in qualche modo al supermercato: chi lo odia perché non lo fa dormire, chi lo ama perché lo accoglie a tutte le ore, chi ci ha lavorato e non lo sopporta più, chi ci va per trovare l’anima gemella. 

Lui, Lei, L’Amica di lei e il Coinquilino di lui sono quattro esempi di possibili trentenni di oggi. Sono spaesati, malinconici e anelanti. Aspettano. Riflettono. 

Praticano il couchsurfing, l’airbnb e il cosleeping.

Calciano via la solitudine come polvere sotto il tappeto.

Vivono di inizi e si mettono senza remore sul mercato degli incontri online, tutti per gioco, tutti per la sottile e inconfessabile speranza che questo cambi la loro vita.

Tinder, l’applicazione nata da qualche anno per facilitare gli incontri online, comincia a manifestarsi nei sogni di Lui come persona fisica: incarna il Tempo che passa, l’ansia di dover far qualcosa della propria vita, la fretta di dover essere felici, di godere, di quagliare, l’impossibilità di essere deboli, di avere pazienza, di amare senza avere riserve in panchina né piani B.

Come un perverso Groucho Marx, puntando una pistola alla tempia di Lui, Tinder lo mette di fronte alla paura della morte che ci spinge ogni giorno sulle strade più sofisticate, obbligandolo a scegliere se stare al passo coi tempi o diventare un outsider, un disadattato che già puzza di cadavere.

Come un domino, o meglio un flipper un po’ pigro, il destino sospinge i quattro personaggi a incrociare le proprie strade in una maniera asimmetrica e irreale, fino all’epilogo dove il Supermercato, la casa di chi ha sempre fame e mai sonno, mescolerà o dividerà per sempre le loro strade.

Questa storia è dedicata a tutti quelli che non hanno ancora compiuto atti di vandalismo, a tutti quelli che fingono di saper praticare uno sport e a tutti quelli che amano Stephen King.

Questa è una storia d’amore, di paura, di sottomarche e di logaritmi. 

Ma soprattutto, questa storia è dedicata a tutte le anime gemelle che continuano a restare sole.